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I lavoratori della Ex-Isi scrivono a Rossi

La lettera arriva a pochi giorni dall'incontro fissato in Regione, per fare il punto della situazione

Dopo l’occupazione della sala comunale all’inizio della settimana come gesto di protesta per il silenzio sulla vicenda Ex Electro-lux i sindacati e i lavoratori scrivono al governatore Rossi per invitarlo all’incontro che lunedì ci sarà in Regione.

“Egregio Presidente – così inizia la lettera – in relazione alle sue dichiarazioni del 9 luglio u.s. sulla vicenda ex Electrolux ex-ISI, volevamo innanzitutto scusarci per l’antipatia e il fastidio che storie come la nostra suscitano quando le si ricordano”.

Un invito come spiega il testo per essere vicino ai lavoratori” nel bene e nel male”.

Nella lettera è fatto anche un breve riassunto della vicenda dalla firma dell’accordo di Roma il 30 ottobre 2008 con l’allora Ministro Sacconi,  per scegliere gli imprenditori che facevano capo a Energia futura, alla quale la regione non partecipò per arrivare fino alla presentazione dei alcuni “ fantomatici imprenditori: il sig. Fausto Saccaro, Angelantoni, Sebastiano Gattorno, Leonardo Bassilichi, che ancor prima del fallimento della ISI ci furono presentati come i salvatori da Fidi Toscana in sede regionale”.

Un resoconto puntale che illustra come i lavoratori dell'Ex ISI abbiano e stiano tuttora attraversando un paradosso temporale.

“Quello che chiediamo noi – spiega Franco Nigi della Fiom Cgil – è chiarezza, riprenderci la nostra dignità di lavoratori e risposte certe. Come ho già detto più volte ormai non abbiamo più niente da perdere”.

Una situazione che è diventata più pesante dopo l’arrivo della notizia che i lavoratori in cassa integrazione, saranno esclusi dagli ultimi stanziamenti.

“Come ex lavoratori e come ex di tutto – conclude la lettera della Rsu - crediamo che qualche riflessione a livello istituzionale la si debba fare, in particolare sul ruolo che Fidi Toscana ha avuto in alcune grandi vertenze. Non vogliamo sussidi, vogliamo solo riprenderci la dignità che ci è stata rubata! Per continuare a vivere e sperare in una società migliore, dove il lavoro è il punto di partenza”.

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