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A Mosciano si prende il fresco all'ombra dell'amianto

Un ex scuola abbandonata è diventata luogo di rifugio dal caldo estivo per molte famiglie scandiccesi. Ma l'edificio, in disuso da oltre 10 anni, degradato, ha un tetto in ethernit che si sta sbriciolando

Discariche abusive, poca attenzione alla sicurezza sul territorio e anche edifici con coperture di eternit sulle Collina di Mosciano. E' questa la denuncia lanciata dal consigliere di Più Scandicci, Alessandro Martini: “E' da circa un anno – spiega il consigliere di Più Scandicci – che sto portando all'attenzione dell'amministrazione comunale questo problema di non poco conto. Due interrogazione ed una mezza risposta, ma il problema rimane e le soluzioni sembrano non arrivare”.

Quello di cui sta parlando Martini è l'edificio pericolante di Poggio alle Calle, in località Mosciano, un luogo dove c'è uno spazio molto ampio con possibilità di parcheggio. Un edificio in disuso da oltre 10 anni e che prima ospitava una scuola, ma che ora è lasciato al degrado, con le reti di sicurezza divelte e il tetto di ethernit che si sta sbriciolando.

“Sono molti i cittadini – continua il consigliere Martini - che soprattutto nei fine settimana estivi cercano in questa zona un po’ di refrigerio e aria buona, come ho potuto verificare nell’ ennesimo sopralluogo. Molti gruppi di anziani e famiglie con bambini che con seggioline e tavolini affollano l’area fino a ridosso dell'ex scuola pericolante. Decine le auto presenti nella piazzola”.

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Secondo il consigliere Martini ad oggi la situazione a distanza di un anno è peggiorata notevolmente, visto che anche le recinzioni sono state rotte e la struttura potrebbe essere usata come rifugio per senza tetto ed altri ospiti.

Il comune ha risposto una volta all'interrogazioni del consigliere di Più Scandicci, per scritto a firma dell'assessore all'urbanistica Agostina Mancini. Nella risposta, l'assessore evidenzia che è già fatto un sopralluogo da parte degli agenti della Polizia Municiaple che effettivamente hanno riscontrato la presenza “lastre verosimilmente includenti fibre di amianto” e che “ i materiali di copertura risultano assai danneggiati”.

“il Settore Opere Pubbliche – si legge nel documento– Ufficio Ambiente ha comunicato al proprietario l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla verifica delle condizioni del manufatto. Il proprietario dovrà produrre entro 60 giorni dalla notifica una valutazione, redatta da tecnico qualificato, che verifichi le condizioni del manufatto, al fine di determinare lo stato di manutenzione e stimare il rischio sanitario conseguente”. Le richieste del consigliere Martini sono chiare: tutelare al salute dei cittadini e demolire in tempi brevi questa struttura pericolante.

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